Intervista alla Prof.ssa Simonetta Angiolillo

Porto Torres, 18/12/2024 Morena: Buongiorno professoressa, per rompere il ghiaccio, le chiedo di presentarsi. Prof.ssa Angiolillo: Il mio nome lo sapete, io sono Simonetta Angiolillo, sono stata professoressa di Archeologia e Storia dell’Arte greco-romana all’Università di Cagliari, sono Archeologa e sono un ex docente universitaria. Aurora: Cosa l’ha portata a insegnare? Prof.ssa Angiolillo: Direi, banalmente, […]

Porto Torres, 18/12/2024

Morena: Buongiorno professoressa, per rompere il ghiaccio, le chiedo di presentarsi.

Prof.ssa Angiolillo: Il mio nome lo sapete, io sono Simonetta Angiolillo, sono stata professoressa di Archeologia e Storia dell’Arte greco-romana all’Università di Cagliari, sono Archeologa e sono un ex docente universitaria.

Aurora: Cosa l’ha portata a insegnare?

Prof.ssa Angiolillo: Direi, banalmente, le possibilità della vita, le offerte che la vita ci dà. Io ero ad Atene, facevo la scuola di specializzazione in archeologia, che durava un anno, e quando ero alla fine di questo mio corso di specializzazione mi telefonò un professore, che allora non conoscevo, Mario Torelli, che era stato nominato professore a Cagliari e mi disse: “C’è un posto a Cagliari, in qualità di assistente, ti interessa venire?” E io lì per lì gli dissi: “No per carità!”. Avevo appena fatto il giro delle isole in Grecia, ed era stato un disastro, tra il mare cattivo e le navi che spesso non partivano. Mi ricordo che gli dissi: “Ho finito di penare adesso con le isole e mi vuoi mandare subito in un’altra isola?” Poi ovviamente ci ripensai, perché in fin dei conti anche se eravamo nel 1969, quindi la situazione del mondo del lavoro era migliore, totalmente diversa rispetto ad adesso, l’idea di avere la possibilità di cominciare a lavorare subito mi fece tornare sulle mie decisioni; e quindi sono andata a Cagliari, ho iniziato come assistente e poi ho continuato con l’insegnamento, così.

Lorenzo: Cosa le piace del suo lavoro?

Prof.ssa Angiolillo: Allora, io considero il mio lavoro come due lavori, perché io faccio quello di docente e quello di archeologa. Come docente mi rapporto con gli studenti, che è la cosa più bella, perché delle volte ti fanno ammattire, ti fanno cadere le braccia, ti fanno impazzire, però il rapporto con gli studenti è davvero la cosa più bella, ed quello che, ora che sono in pensione, mi manca di più perché, anche se continuo a vedere gli studenti con cui ho lavorato di più, mi manca il rapporto quotidiano con loro. Come archeologa sicuramente la ricerca archeologica, la possibilità di ricreare un pezzo di vita, di società, anche della cosa più piccola, non c’è bisogno di ricreare la grande storia, ma anche semplicemente ricostruire un pezzo della vita di tanti secoli fa è una cosa bella, mi piace molto, mi affascina!

Lorenzo: Da quanto tempo fa l’archeologa?

Prof.ssa Angiolillo: Dal 1970, prima studiavo per diventarlo, ma il lavoro vero e proprio dal 1970.

Lorenzo: Perché ha deciso di fare l’archeologa?

Prof.ssa Angiolillo: Non è stata una passione coltivata da sempre, io da bambina non dicevo “Voglio fare l’archeologa!” Mi ero iscritta alla facoltà di lettere, mi interessava lo studio del mondo antico e ho cominciato a seguire le lezioni di archeologia, all’inizio anche con un po’ di scetticismo: il primo anno ho cominciato a seguire le lezioni di un bravissimo professore, Bianchi Bandinelli, un monumento della cultura italiana, che però stava per andare in pensione e per me non aveva molto senso seguirlo , per poi a breve  non fare più gli studi con lui, dato che poi sarebbe andato in pensione; quindi, quell’anno non ho più seguito le lezioni di archeologia. Ho ripreso poi l’anno successivo con il nuovo professore, che era De Catti, che aveva fatto degli scavi a Ostia, e lì invece è nata la passione, seguendo le lezioni, andando lì a vedere gli scavi. Così mi sono appassionata all’archeologia, all’idea di fare l’archeologa.

Morena: Quale fu il suo primo scavo?

Prof.ssa Angiolillo: Il mio primo scavo in assoluto è stato in Turchia, nell’anno in cui facevo la specializzazione, alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, in una cittadina di mille abitanti (oggi chiamata “Kıyıkışlacık”) sulla costa della Turchia, di cui il nome antico è Iasos (Iασoς), quello è stato il mio primo scavo, nell’area adiacente al teatro della città antica.

Aurora: Qual è la ricerca che l’ha appassionata di più?

Prof.ssa Angiolillo: Difficile dirlo; le mie principali ricerche sono state sui mosaici della Sardegna e sull’Atene del VI secolo A.C. dell’epoca di Pisistrato. Queste sono state le mie principali ricerche e mi hanno appassionato molto entrambe.

Gabriel: Qual è stato il suo primo libro?

Prof.ssa Angiolillo: Il mio primo libro è stato: Il corpus dei mosaici della Sardegna romana

Morena: Qual è stato il libro che le ha richiesto più lavoro e dedizione?

Prof.ssa Angiolillo: Forse proprio il volume sui mosaici, perché ha significato non soltanto un grande studio in biblioteca, ma anche andare a cercare in tutta la Sardegna i mosaici conservati e quelli documentabili, quindi è stato abbastanza impegnativo, direi che è quello che mi ha richiesto più lavoro.

Lorenzo: Cosa l’ha spinta a scrivere questi libri?

Prof.ssa Angiolillo: Nel momento in cui fai la ricerca perché ti interessa un momento o una problematica, se fai una ricerca non puoi non scrivere il risultato di questa ricerca. Penso che sia una logica conseguenza dell’essermi impegnata nello studio di queste cose.

Lorenzo: Queste erano le domande che le abbiamo preparato per oggi. La ringraziamo per la sua partecipazione e per il tempo che ci ha dedicato.

Prof. ssa Angiolillo: Grazie a voi ragazzi, siete stati davvero molto carini.

 

Intervistatori  II C Porto Torres: Morena Muzzu, Aurora Giordo, Gabriel Delrio, Lorenzo Doro.

Collaborazione IV B Siotto Cagliari: Giovanni Basciu, Elias El Gebrin.

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