BRODU
INQUADRAMENTO GEOLOGICO
4 febbraio 2025: escursione alla necropoli di Brodu – Oniferi, con la guida della Dott.ssa Francesca Floris.
La necropoli di Brodu si trova nel comune di Oniferi, in provincia di Nuoro, un’area caratterizzata da un bancone roccioso di origine vulcanica resistente ma tenero da scolpire; il sito è ubicato nei pressi del lago Omodeo ed è scavato alle pendici di una collina trachitica; nelle vicinanze degli ipogei scorre un piccolo torrente.



STORIA DEGLI STUDI
Non vi sono molti studi riguardo all’area: il primo riferimento a quest’area archeologica è di D. Lovisato del 1886. Nel 1966 l’archeologo Ercole Cantu in occasione di un sopralluogo, parlando della tomba IV, afferma che “era ri nettata”. Gli ultimi studi risalenti al 2000 e al 2021 sono stati eseguiti rispettivamente da G. Cambosu e G. Tanda. Di recente è stato realizzato un rilievo planimetrico in 3D.


LA NECROPOLI

La necropoli è composta da quattro ipogei pluricellulari a sviluppo longitudinale, databili tra il IV e il Ill millennio a.C. Vi è stata una continuità della frequentazione dell’area anche nell’età del Bronzo, come testimonia la presenza del nuraghe Brodu alla sommità della collina. A nord della tomba IV, nel bancone roccioso, sono visibili dei tagli di cava ascrivibili probabilmente al periodo romano. Lungo il roccione, dal recente rilievo, si è constatato che gli spessori tra le tombe sono veramente esigui. Oltre a questi ipogei, nel territorio comunale di Oniferi per un’ampiezza di circa trenta ettari, sono stati censiti dolmen, menhir, ciste litiche, altre domus de janas, pietre decorate, due recinti mega litici e al meno tre circoli, tutti attribuibili al periodo neolitico.


LA TOMBA I
La tomba I è attualmente inaccessibile essendo a rischio di crollo, ma dal rilievo si nota che nell’anticella è presente un focolare rituale. All’interno vi è un accumulo di terra, come le tombe II e III, formatosi nei secoli e poi forse rimestato dai pastori. È scarsamente rifinito e incompiuto, forse perché il banco roccioso ha ceduto e la costruzione non è stata ultimata.


LA TOMBA II
La tomba II presenta un dromos realizzato in blocchi di trachite, un’ampia anticella di forma semicircolare e una decorazione a rilievo con gli stipiti della porta e le travi che riproducono le case dei vivi. A causa del crollo si può intuire nel soffitto l’imitazione di tetto ad uno spiovente. Nel lato sud dell’anticella vi sono incise alcune coppelle con probabili riferimenti astronomici. È difficile accedere alle celle interne per parziali crolli.


LA TOMBA III
La tomba Ill ha un dromas lungo 2,37 metri che conduce ad una piccola anticella, sviluppata in larghezza, sulla cui parete di fondo si apre un portello sormontato da una tripla protome bovina in rilievo con funzione magico-religiosa. La cella centrale più ampia presenta sulla parete di fondo l’ingresso ad un altro ambiente di forma quadrangolare. In una delle celle laterali sono presenti dei banconi leggermente rialzati risparmiati nella roccia, utilizzati come letti funerari.


LA TOMBA IV
La Tomba IV è costituita da un dromos lungo 4,50 metri, che conduce ad un padiglione dal quale si accede ad un’anticella attraverso un portello trapezoida le riquadrato sormontato da una quadruplice protome bovina stilizzata a rilievo. L’anticella presenta il tetto a spiovente verso l’esterno e nelle pareti sono visibili i segni dello strumento di rifinitura.
Alle pareti di questo ambiente sono presenti delle nicchie utilizzate per deporre gli strumenti da usare nel rito. Da qui attraverso un portello si passa ad una cella non ultimata. La cella principale, di uguale misura dell’anticella, possiede in rilievo sul soffitto una trave e da qui si accede ad ambienti laterali di minori dimensioni.


SIMBOLOGIA RELIGIOSA DEi MOTIVI DECORATIVI
Nelle tombe III e IV sono presenti rispettivamente triplici e quadruplici protomi bovine stilizzate al di sopra dei portelli d’ingresso, che assumono il valore di elemento di passaggio tra la vita e la morte, poiché è presumibile che i bovini venissero utilizzati per il trasporto funebre; inoltre la forza del bovino fungeva da protezione del sonno dei defunti. Nel sito sono presenti altri elementi decorativi: nella tomba I è presente il focolare rituale a imitazione delle case dei vivi, nelle tombe II e IV sono visibili delle travi a rilievo che riproducono il soffitto delle abitazioni del villaggio e sulla parete sud dell’anticella della tomba II vi sono incavate delle piccole coppelle dal possibile significato di mammelle in negativo o di elementi astrali. Infine nella tomba IV sono visibili poche tracce di ocra rossa che per il colore era associato al sangue e quindi alla rigenerazione dei defunti.


GESTIONE E TUTELA DEL SITO
L’area, appartenente a un privato, è stata recentemente acquistata dal Comune di Oniferi in vista dell’inserimento del sito nell’elenco dei monumenti della preistoria sarda deputati al loro riconoscimento Unesco. Gli ipogei sono inseriti in un’area a pascolo brado e sarà messo in sicurezza per evitare un ulteriore degrado. Sopra il bancone roccioso sono cresciuti degli alberi da sughero che con le loro radici contribuiscono ulteriormente al danneggiamento della roccia e la soprintendenza ha previsto interventi di consolidamento. In vista della candidatura Unesco verranno realizzati dei percorsi maggiormente sicuri per i visitatori.

