laboratori

un clima divertente

A gennaio con gli studenti più giovani, hanno avuto inizio i laboratori, che, in un clima giocoso e stimolante, li hanno portati a dare libero sfogo alle emozioni provate durante le visite e suscitate dai racconti e dalle antiche leggende sulle Domus. L’arte preistorica è stata la guida per far rivivere simboli e colori antichissimi di più di seimila anni fa negli animi dei giovanissimi di oggi. Il linguaggio del colore e del teatro ha dato voce alla loro  creatività: sono stati reinventati i decori delle Domus su diverse tipologie di superfici: carta, cartone, tessuti, legni o pietre, una bella avventura! Ilaboratorio teatrale, guidato da esperti, ha utilizzato storie e leggende tradizionali relative al patrimonio millenario dei monumenti della Sardegna; vi è stata una fase di conoscenza e di creazione del gruppo teatro e, dai giochi ritmici e di fantasia, con l’aiuto della musica, si è passati ai primi approcci dell’uso della parola nel linguaggio teatrale, con la scrittura di storie e leggende utili per la costruzione dell’esito scenico finale. La creazione dei personaggi, le battute, i suoni e la musica… c’é tanto da fare! Le performance si tengono in qualcuno dei siti, oppure a scuola o nei locali dei Comuni. Ci sarà da divertirsi!

Un’immagine del laboratorio della II C di Porto Torres
Il laboratorio di Ghilarza

PORTO TORRES

Il Laboratorio teatrale di Porto Torres, si sta per concludere, con l’esito scenico del 15 aprile davanti ad un pubblico di studenti ed insegnanti della scuola stessa; il laboratorio ha visto la partecipazione dell’intera classe, la II C, senza nessuna esclusione. Una parte del laboratorio è stata dedicata ai colori e alla scoperta del linguaggio pittorico in forma libera e creativa, un’altra, svolta contemporaneamente, è stata rivolta alla creazione del gruppo attraverso giochi teatrali di relazione, di contatto e di movimento utili a sviluppare un ambiente libero e creativo. L’esito scenico è il risultato del lavoro degli studenti, che hanno inventato una storia con protagonisti due ragazzi, Kalim e Clara. Si é partiti dalla realizzazione di un fumetto, base per il copione:  due giovani, Kalim che vive nel passato in un villaggio della Sardegna preistorica e Clara che vive nel tempo odierno a Porto Torres si trovano in una domus e affrontano una serie di avventure, in cui due mondi così lontani nel tempo si incontrano, un ragazzo catapultato nel presente dalla preistoria, l’altra che vive la realtà odierna; scoprono la loro affinità e consanguineità e comunicano abbattendo la barriera temporale. Qual é il messaggio proveniente dal passato? le prove da superare per sopravvivere nella scena assumono il significato universale delle difficoltà della vita che ogni essere umano, in particolare adolescente, deve superare possibilmente con l’aiuto della comunità.
Prendono vita i mostri, creati dalla fantasia dei ragazzi e da loro realizzati; si presentano allo spettatore una grande protome taurina e un drago alato con enormi artigli, che fanno apprezzare anche il lavoro artistico e pittorico che per diversi mesi ha impegnato il gruppo. Sottolineate dalla musica e dai rumori, le apparizioni sono emozionanti e rappresentano il momento culminante dello spettacolo. Le conoscenze acquisite nel corso del progetto sui monumenti della Preistoria ispirano liberamente anche le figure dipinte su una suggestiva scenografia, con  giochi di luci colorate, che rievocano “i colori dell’eternità” del titolo del progetto. Tutti sono protagonisti, tra personaggi e narratori ci sono parti per tutti i componenti della classe. Il clima che si respira alle prove è di grande impegno, ma anche di condivisione e divertimento. Complimenti.

 

GHILARZA

L’esito scenico del laboratorio teatrale di Ghilarza si svolgerà il 16 maggio alla necropoli di Ispiluncas di pomeriggio,  all’aperto, con le domus sullo sfondo, in uno scenario suggestivo. Il gruppo , composto da alunni provenienti da classi diverse, ha conosciuto qualche ritiro e non tutti saranno presenti allo spettacolo finale. Parte del laboratorio è stato dedicato alla costruzione di oggetti di scena: maschere di cartapesta e bastoni di legno rivestiti di corda etc. e il lavoro manuale ha permesso l’inclusione di tutti i ragazzi, anche di quelli con difficoltà. Le maschere, elemento suggestivo assai caro alla cultura sarda, diventeranno strumento scenico e verranno indossate da alcuni attori, che sperimenteranno come il nascondimento dietro le maschere possa diventare liberatorio e possa contribuire ad acquisire una maggiore sicurezza di sé. Durante le prove il clima è stato collaborativo e di grande partecipazione. Il laboratorio teatrale, assieme alle escursioni, è stato considerato il momento più bello dell’intero percorso progettuale. Durante lo spettacolo i giovani attori canteranno anche le canzoni rap da loro composte, assieme agli studenti liceali, e saranno divisi in tre gruppi : i narratori, le Janas e i custodi. La suggestione delle leggende sulle misteriose Janas , protagoniste di tante storie che ci offre la tradizione popolare della Sardegna, sarà il fil rouge dello spettacolo, in cui avranno spazio anche i testi scritti dai ragazzi e rielaborati dalle attrici e registe de “Le voci di Astarte” Sabrina Barlini e Gloria Uccheddu. Verranno realizzati anche semplici costumi, riciclando materiali ed oggetti reperiti nelle famiglie in modo che possa esserci una continuità fra la preistoria e la tradizione rurale sarda. Anche i teli realizzati dai ragazzi durante un anno di lavoro sulle diverse necropoli visitate avranno un ruolo introduttivo allo spettacolo e testimonieranno il percorso realizzato.

 

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